Comprendere ciò che ci tiene legati a un comportamento è il primo passo per scegliere qualcosa di nuovo
Ci sono abitudini che entrano nella nostra vita quasi senza che ce ne accorgiamo.
All’inizio possono sembrare semplici gesti, piccole gratificazioni o modi per affrontare un momento di tensione, di stanchezza o di difficoltà. Con il passare del tempo, però, alcune di queste abitudini possono diventare qualcosa che non scegliamo più veramente: le ripetiamo quasi automaticamente, anche quando sappiamo che non ci fanno bene.
Può accadere con il fumo, con un’alimentazione poco equilibrata, con la sedentarietà o con tanti altri comportamenti che continuiamo a ripetere nonostante il desiderio di cambiare.
E allora può nascere spontanea una domanda: “Se so che questa abitudine non mi fa bene, perché continuo?”
Credo che proprio da questa domanda possa iniziare un percorso importante. Non per giudicarci, non per rimproverarci e nemmeno per convincerci di non avere abbastanza forza di volontà. Ma per imparare ad ascoltarci.
Perché cambiare un’abitudine non significa semplicemente dirsi: “Da domani basta”. Significa, prima di tutto, comprendere che cosa quella determinata abitudine rappresenta nella nostra vita.
Le abitudini non sono nostre nemiche
Le abitudini fanno parte del nostro modo naturale di funzionare. Attraverso la ripetizione, molti comportamenti diventano automatici. Questo ci permette di svolgere tante azioni quotidiane senza dover decidere ogni volta che cosa fare e ci consente di utilizzare le nostre energie mentali per altro.
Proprio questa automatizzazione, però, può rendere difficile abbandonare un comportamento quando, a un certo punto della nostra vita, ci rendiamo conto che non ci fa più bene.
Per questo preferisco non parlare di “combattere” una cattiva abitudine. Preferisco parlare di conoscerla, comprenderla e, gradualmente, trasformarla.
Dietro un comportamento che ripetiamo possono esserci momenti, situazioni, emozioni e rituali che nel tempo abbiamo imparato ad associare a quel gesto.
La domanda, allora, non è soltanto: “Come faccio a smettere?” Potrebbe essere più utile iniziare a domandarci: che cosa accade dentro di me prima di mettere in atto questo comportamento? In quali momenti ne sento maggiormente il bisogno? Quali situazioni lo fanno scattare quasi automaticamente? Che cosa sto cercando attraverso quel gesto? Che cosa potrei iniziare, poco alla volta, a fare diversamente?
Conoscersi prima di cambiare
L’introspezione e l’autoriflessione possono diventare strumenti preziosi proprio perché ci permettono di fermarci e osservare con maggiore attenzione ciò che accade dentro di noi.
Nel Counseling Olistico, questo non significa cercare continuamente qualcosa che non va in noi. Al contrario, significa concederci uno spazio nel quale poterci osservare con curiosità, rispetto e senza giudizio.
Quando iniziamo a riconoscere i nostri automatismi, possiamo anche cominciare a renderci conto che tra uno stimolo e la nostra risposta può esistere uno spazio nuovo: quello della consapevolezza e, progressivamente, della scelta.
Perché voler cambiare a volte non basta
Quante volte abbiamo pensato: “Da lunedì comincio”, “Questa è l’ultima volta”, oppure “So che dovrei smettere”? Eppure, dopo qualche giorno o magari soltanto qualche ora, ci ritroviamo a ripetere lo stesso comportamento.
Questo non significa necessariamente che ci manchi la forza di volontà. Il cambiamento è un processo.
Possiamo attraversare momenti diversi: prima magari non pensiamo affatto di cambiare; poi iniziamo a considerare questa possibilità; successivamente ci prepariamo, agiamo e, infine, impariamo a mantenere nel tempo il nuovo comportamento.
Pensare al cambiamento come a un percorso, anziché come a un singolo momento nel quale dobbiamo dimostrare tutta la nostra forza, può aiutarci ad affrontarlo in maniera diversa.
La motivazione deve appartenere a noi
Possiamo ricevere consigli, incoraggiamenti e suggerimenti dalle persone che ci circondano. Possiamo sapere perfettamente che un certo comportamento sarebbe da modificare. Ma il cambiamento diventa davvero nostro quando cominciamo a trovare le nostre ragioni per desiderarlo.
La motivazione autentica nasce da un interesse e da un bisogno personale di cambiare. È un concetto che sento particolarmente vicino al mio modo di intendere il Counseling.
Il Counselor non dovrebbe dire alla persona che cosa deve fare. Può invece accompagnarla a scoprire che cosa desidera veramente e quali motivazioni personali possono sostenerla nel cambiamento.
Dal “devo cambiare” al “scelgo di cambiare”
C’è una grande differenza tra queste due frasi: “Devo cambiare” e “Scelgo di cambiare”.
La prima può contenere paura, senso di colpa, pressione esterna o la sensazione di essere inadeguati. La seconda comincia invece a parlare di noi, dei nostri desideri, delle nostre priorità e della vita che vorremmo costruire.
Per questo, prima ancora di fissare un obiettivo, può essere importante domandarci: “Che cosa desidero ottenere veramente attraverso questo cambiamento?”
Forse più libertà. Forse una maggiore sensazione di benessere. Forse la soddisfazione di riuscire finalmente ad affrontare qualcosa che rimandiamo da molto tempo. Forse semplicemente il desiderio di prenderci maggiormente cura di noi stessi.
Quando l’obiettivo acquista un significato personale, il cambiamento può smettere di essere percepito soltanto come una rinuncia e iniziare a rappresentare una scelta verso qualcosa che desideriamo per noi.
Non soltanto eliminare un’abitudine, ma costruire qualcosa di nuovo
Questo è uno degli aspetti del cambiamento che trovo più interessanti. Non sempre è sufficiente decidere di eliminare qualcosa dalla nostra vita. Spesso abbiamo bisogno di costruire qualcosa di nuovo al suo posto.
Il lavoro può consistere nell’imparare progressivamente a riconoscere ciò che attiva il comportamento abituale, interrompere l’automatismo e sperimentare una risposta diversa.
Ed è qui che piccoli passi, obiettivi realistici e osservazione di sé possono diventare preziosi. Non cerchiamo la perfezione. Cerchiamo un cambiamento che, poco alla volta, possa trovare il proprio posto nella nostra vita.
La mia esperienza personale con il fumo
Su questo argomento non porto soltanto ciò che ho studiato. Porto anche una parte importante della mia esperienza personale.
Nel 1992 fumavo circa due pacchetti di sigarette al giorno. Ero una forte fumatrice.
A un certo punto della mia vita decisi che volevo smettere. Ma non affrontai quel cambiamento come una prova di forza improvvisa e non smisi da un giorno all’altro. Costruii invece un mio percorso.
Cominciai a osservare le mie abitudini, a riconoscere le situazioni nelle quali fumavo e a modificare gradualmente alcuni dei comportamenti che accompagnavano la sigaretta. Procedetti un passo alla volta verso il mio obiettivo.
Mi occorsero circa quattro/sei mesi. Alla fine smisi completamente di fumare e da allora non ho più ricominciato.
Oggi, guardando quell’esperienza alla luce di tutto ciò che successivamente ho studiato sulla motivazione, sul cambiamento, sull’autoriflessione e sul Counseling Olistico, riconosco in quel percorso diversi elementi che considero ancora molto importanti.
Non soltanto la volontà di smettere, ma anche la preparazione al cambiamento, la consapevolezza delle proprie abitudini, la motivazione personale, un obiettivo chiaro e una serie di piccoli cambiamenti progressivi.
E soprattutto ricordo un passaggio che, per me, fu fondamentale: smettere progressivamente di vivere la sigaretta soltanto come qualcosa a cui avrei dovuto rinunciare e cominciare invece a immaginare come sarebbe stata la mia vita senza quella dipendenza quotidiana.
Non una lotta contro te stesso, ma un percorso verso di te
È forse questo il messaggio che vorrei lasciare a chi sta pensando di cambiare un’abitudine.
Invece di partire chiedendoti: “Perché non riesco?”, potresti provare a domandarti: “Che cosa posso iniziare a fare di diverso?”
Il cambiamento non deve necessariamente nascere da una guerra contro una parte di noi. Può nascere dall’ascolto, dalla comprensione, dalla consapevolezza, dalla motivazione e dalla decisione, presa un passo alla volta, di iniziare a prenderci cura di noi in modo diverso.
Un nuovo percorso dedicato a chi desidera smettere di fumare
Proprio partendo dalla mia esperienza personale e integrandola con gli strumenti che oggi fanno parte della mia formazione come Counselor Olistico, sto lavorando alla creazione di un percorso dedicato alle persone che desiderano affrontare il cambiamento dell’abitudine al fumo.
Non voglio proporre una formula miracolosa e nemmeno promettere che ciò che ha funzionato per me possa produrre gli stessi risultati per ogni persona.
Desidero invece mettere a disposizione un percorso di Counseling orientato alla persona e al cambiamento, nel quale lavorare sulla consapevolezza delle proprie abitudini, sulle motivazioni personali, sugli automatismi quotidiani, sugli obiettivi e sulle proprie risorse.
Uno spazio protetto e senza giudizio nel quale non sentirsi semplicemente dire: “Devi smettere di fumare”, ma nel quale poter iniziare a chiedersi: “Come posso prepararmi a scegliere una vita senza sigarette?”
Perché credo che un cambiamento profondo possa diventare più significativo quando non nasce soltanto da ciò che vogliamo lasciare alle nostre spalle, ma soprattutto da ciò verso cui desideriamo andare.
Forse il primo passo è semplicemente iniziare ad ascoltarti
Se senti che è arrivato il momento di cambiare un’abitudine che non ti fa più stare bene, non devi necessariamente avere già tutte le risposte.
A volte il primo passo è semplicemente concedersi uno spazio per fermarsi, ascoltarsi e capire da dove iniziare.
Se desideri conoscere il mio approccio o capire se un percorso di Counseling può essere adatto a te, contattami per un primo colloquio conoscitivo.
Loredana Moreni
Counselor Olistico
Un accompagnamento gentile alla scoperta della tua parte migliore.
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